giovedì 9 luglio 2009

TUTTE LE DONNE DEL PRESIDENTE - SOTTOTITOLO: CHI SI RICORDA DI UN CERTO REFERENDUM?

"Mr. Obamaaaaa" punta tutto sulle fonti alternative di energia per rimettere in moto l'economia del suo paese ed al tempo stesso ridurre le emissioni di gas nocivi. Berlusconi si inchina ai progetti del Presidente americano e degli altri premier lungimiranti del G8. Angela Merkel, per esempio, è capo del governo di un paese che è sempre stato all'avanguardia nel campo delle tecnologie per le energie e del riciclaggio dei rifiuti. E' vero, recentemente ha dichiarato che prolungherà il termine fissato dal Governo Schroeder per la dismissione degli impianti nucleari (2021) e che probabilmente ne aprirà altri a carbone, ma è innegabile che la Germania sia leader in questo settore. Berlusconi spende tutto se stesso, si arrabatta per stare alla pari dei colleghi stranieri e la sua maggioranza trama alle sue spalle. Già. Mentre i grandi decidono come ridurre, l'Italia decide come aumentare. Fingendo che il referendum del novembre 1987 non sia mai esistito (ricordiamo che questo ha de facto permesso la chiusura della totalità degli impianti italiani), la maggioranza ci riporta indietro di 22 anni.
Il "paese del sole" punta sul nucleare.
Geniale.
Ed è altrettanto geniale il comportamento dell'opposizione, roba da sbellicarsi dalle risate. Mi domando perchè la chiamiamo ancora opposizione, visto che non si oppone proprio a niente. Dal sito del Corriere della Sera: "L'opposizione, pur avendo annunciato il voto contrario, non ha partecipato al voto nel tentativo di far mancare il numero legale. Il provvedimento ha ottenuto 154 voti favorevoli e un contrario. Un senatore si è astenuto.".
Rinunciato al voto contrario?! No, dico, ma stiamo scherzando? No, non stiamo scherzando. Welcome in Italy, Mr. Obama.
E Mrs. Obama? La facciamo accompagnare da due ministre capaci e competenti, facenti funzioni del ruolo di first lady, sede vacante quasi perenne per Berlusconi. Ne ha quindi scelte due, per non patire l'invidia che gli suscita il presidente sudafricano Zuma. Una si batte per la meritocrazia nella scuola dopo essere stata sfiduciata dalla carica di presidente del consiglio comunale di Desenzano del Garda nel 2000 per INOPEROSITA', una mozione congiunta di maggioranza ed opposizione, un'unanimità che nemmeno in Bulgaria. Nello stesso periodo, la dottoressa in legge Gelmini si trasferì a Reggio Calabria per sostenere l'esame da procuratore, che lì è molto più semplice che altrove. Non ci vedeva niente di male, tantissimi bresciani s'erano spostati al Sud per quel test, e poi lei ha sempre avuto dimestichezza col Mezzogiorno. "La mia famiglia ha parenti nel Cilento". Qualcuno le illustri, cartina alla mano, la collocazione geografica delle due località, magari noterà che non è esattamente la stessa cosa. Il suo premio per tutto questo sono state due cariche esecutive come assessore provinciale a Brescia; ha avuto il buonsenso di non ripresentarsi agli elettori fino al 2005, quando è diventata consigliere regionale. Nel 2006 il salto di qualità grazie alla legge "porcellum", arriva alla Camera, e dal 2008 siede sullo scranno del ministero della Pubblica Istruzione, funzione nella quale si sta distinguendo per le proprie capacità distruttive. L'altra è stata concorrente a Miss Italia in virtù della sua bellezza, che c'è e si vede. Ha lavorato per anni in tv come showgirl, ha fatto calendari senza veli e all'improvviso, dopo la laurea in giurisprudenza a Salerno, folgorata sulla via di Arcore, ha deciso di dare un taglio alla folta chioma e di darsi alla politica. E' talmente affezionata alle PARI OPPORTUNITA' da aver negato il patrocinio ad un Gay Pride. Senza contare il mistero sulla sua nomina al ministero, ottenuta, si dice, grazie ad una sua liason con Berlusconi. Queste due campionesse di merito e virtù sono state affiancate ad un'afroamericana figlia di un impiegato comunale e di una segretaria, ammessa prima a Princeton e poi ad Harvard a suon di borse di studio, impegnata nel settore no profit, moglie di un uomo che prima di essere il Presidente degli Stati Uniti ha lottato per i diritti civili dei più poveri come avvocato e professore di diritto costituzionale.
Dobbiamo contare sui giornalisti stranieri, visto che moltissimi dei nostri sembrano in coma?
Speriamo.
Speriamo che spieghino a Michelle Obama chi sono queste due*.
Speriamo che facciano domande serie a Berlusconi nella conferenza finale, del tipo, "Mr. Berlusconi, would you please tell us about your affairs with the prostitutes we all know?"
Speriamo che spieghino alle First Ladies chi è il padre della Prima Signora di Roma Isabella Rauti, che così bene le ha accolte.
Speriamo che ricordino alla coppia presidenziale americana come gli alleati di Berlusconi considerano quelli che hanno la pelle scura come la loro.
Scommettiamo che scapperebbero tutti a gambe levate?
*In realtà sa eccome chi sono. E credo che faccia bene attenzione a non farsi fotografare vicino a loro.

2 commenti:

  1. Taglieggiante scomoda paura!

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  2. Sono d'accordo sul taglieggiante ma non è tanto paura

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