martedì 12 marzo 2013

PRO ELIGENDO ROMANO PONTEFICE

In the next few days, new Pope's name will be the core business of every journalist in the world. Joseph Ratziger's resignation was shocking but not unexpected, or so they say, and these moments will decide the future of Sancta Romana Ecclesia.  
We have to remember that the Vatican City is an elective monarchy, like the ancient Holy Roman Empire.
Nobody understands the importance of the election of a Pope better than an Italian citizen. Given the medieval approach of our Parliament to primary, unsolved civil instances, along with the continous interferences in Italian affairs by Roman Church, I am quite sure that the identity of Christ's vicar on Earth can determine the address of fundamental Italian policies on euthanasia, abortion and some branches of scientific research, not to mention taxes and welfare reforms.
We all know what Catholic Church desperately needs: an innovator. He will be in charge of great commitments: bringing people back to churches, reaffirming universal, essential values that belong to entire humanity, no matter what religion people follow, and destroying the seed of obscurantism in his own institution. The lack of honesty within pedophilia issues, financial and economic scaldals and the distances between Roman prelates and common people are just some fields in which he must play from the very first moment of his office. 
I know my opinion is irrelevant, but I support the election of Sean Patrick O'Malley, Archbishop of Boston. He faced the pedophilia aftermath in his diocese but, most of all, he's a Franciscan. And God knows how we need another imitator Christi in these cruel, merciless times.

martedì 26 febbraio 2013

DO YOU HAVE THE TIME TO LISTEN TO ME WHINE?


It's no mystery: I voted for Matteo Renzi at the Democratic Party Primary Elections. Twice. 
I didn't share his program 100%, but I think he was the opportunity of change for the party I support since I can vote. 
I didn't think - and I still don't- of Pierluigi Bersani as a leader. I respect him, he's a good person and he was an appreciable minister, but he's not as charismatic as it takes during an electoral campaign. 
What would President Sandro Pertini say if he was here to hear the expression "Let's make the jaguar unspotted"? 
What about Enrico Berlinguer? He's still the lefties' greatest charismatic leader ever, and sincerely I can't say if he would smile or if he would have another stroke because of the rage for this stupid slogan. 
You can't use the words of a small village priest if you want to lead a country like Italy. You can't stop campaigning the day after the end of the Primary elections you won. You can't dodge new ideas and let them fall apart because "ours are better". 
Which ideas, Secretary? Please, try to get out of the boundaries of the party, walk the streets we walk everyday and you'll notice that voters never heard them, because you have never even mentioned them. "We have the solutions". Oh, really? 
I want to thank you and Nichi for this unexpected débâcle (we did not win, I hope you know it and I'd really like you to admit it), and not just because Berlusconi is back. My foreign friends will keep mocking on me or looking at me with sympathetic eyes, but I got used to it. 
I want to thank you because you destroyed every hope I had for Italy, eventually. 
I have no more hopes and will to change it. Keep it for yourselves and for that little man who means nothing and decides everything, the one you don't want to die because you'd be lost without him. I'm not going to vote for the Democratic Party until you'll leave and I'll do everything I can, more than I did 'till now, to leave Italy. 
If I can't change my country's life, I want to change mine, and I'm going to. 




(Today I'm just a disappointed voter. The political analyst is on her way and will be here in a few days, when she'll figure out where this strange country is going.)

sabato 23 febbraio 2013

IT'S POLITICS, BABY

This is a comment about Italian electoral programs for 2013 Elections by Alessio Icardi and me :)

I'll try to translate it as soon as possible :)

http://www.politicalcommunicationmonitor.eu/contenuto/programmi-elettorali-2013-europa-debito-pubblico-famiglia-giustizia-ambiente-cosa-differen

domenica 27 gennaio 2013

PIU' POP DI COSI': LA POLITICA DEI FANDOM

Quanto gli italiani siano stanchi della loro classe politica è nell'aria da tempo.
Chi sarebbero disposti a votare al posto loro a volte è discutibile, ma certamente divertente. 
Alla vigilia del dibattito televisivo a cinque, chi si occupa di comunicazione per il Partito Democratico sembrava aver intuito i benefici che un messaggio virale poteva portare alle elezioni primarie. La foto degli improbabili Fantastici 5 aveva scatenato commenti e freddure, ma aveva colpito nel segno: aveva solleticato la curiosità anche di chi, normalmente, non si sarebbe interessato alle primarie del PD. Sulla scia della candidatura di Bruno Tabacci-Silver Surfer alla stessa competizione elettorale, erano nati i Marxisti per Tabacci, una deliziosa contraddizione in termini che ha regalato al candidato centrista una popolarità e una connotazione ironica in cui forse neppure sperava.
I Marxisti per Tabacci hanno fatto scuola. Siamo la Gente il Potere ci temonoFeudalesimo e LibertàCashmere e Martello: sono solo alcuni dei partiti finti creati ad arte per ridere di quelli veri, e rappresentano la punta dell'iceberg di una satira politica diversa, ugualmente pungente, concentrata sui social network ma sempre più spesso oggetto di riferimenti anche offline (ricordate il ringraziamento di Bersani ai Marxisti per Tabacci subito dopo la vittoria delle primarie?).
C'è invece chi ha raccolto la prima provocazione e ha puntato sulla diffusione virale basata sull'attaccamento alle serie tv americane. L'apporto che le comunità di fan di telefilm stanno dando, con senso dell'umorismo e capacità critica, è interessante quanto i partiti dal nome pittoresco.
La capacità di produrre contenuti in piena autonomia, la sensibilità politica e la commistione con la cultura pop e le subculture nate sulla scia del successo di alcuni telefilm si fondono, regalandoci un termometro elettorale particolare. 
I new media ci permettono di evidenziare ed analizzare l'aspetto politico delle culture partecipative, e da questo culture jamming emerge un quadro nuovo sulle culture convergenti in Italia. Parallelamente alla discussione politica "seria" regna sovrano il desiderio di sdrammatizzare e di portare la politica nella propria dimensione, invece di permettere il contrario: grazie ai social network e alle competenze tecniche si rende fruibile e, perché no, ridicola una parte della vita pubblica che purtroppo delude. 
Chiunque abbia dimestichezza con le serie tv americane non può evitare di sorridere, ma il dato rilevante è un altro: a modo loro, questi manifesti danno un'idea di quali siano le priorità del paese secondo i fan-elettori, privilegiando idee e princìpi rispetto al colore politico, palesemente ignorato. 


Se avete un problema e nessun altro può aiutarvi, se riuscirete a trovarli sulla vostra scheda sovraffollata, forse potrete votare l'A-Team! 
Vorreste un piano di sviluppo degno di questo nome? Chi meglio di loro può garantire un piano ben riuscito? Maestri dell'inganno e del travestimento, non si tirano indietro quando bisogna menare le mani, ma lo fanno solo a fin di bene. Hanno un codice etico molto più rigido di quello di molti partiti, e non metteranno mai in lista un pregiudicato: Hannibal, Sberla, B.A. e Murdock si candidano al governo del paese. 

Volete dei tagli fatti a modo, e non quelli lineari dei ministri di ieri ed oggi?
Affidatevi a Dexter Morgan, professione tecnico della scientifica specializzato nell'analisi delle tracce ematiche. Nel tempo libero, il nostro Dexter è un serial killer dallo spiccato senso etico, amante di tagli e dissanguamenti di ben altro tipo. 
Dissimulatore nato, cinico, privo di sensi di colpa, Dexter è un antieroe sociopatico dall'aspetto comune, nel quale è sin troppo facile identificarsi a causa della particolarità delle sue vittime: si tratta di criminali sfuggiti alle maglie della giustizia. 


Il bellissimo Neal Caffrey, esperto di truffe, falsificazioni, furti d'opere d'arte e frodi passato dall'altra parte della barricata, si propone un unico obiettivo: privare i parlamentari dei loro esosi stipendi. Il programma non sembra molto articolato, ma Neal rischia di avere più successo del previsto. 
Come faranno le signore a non cedere alla tentazione di votare un personaggio tanto irresistibile?


Michael Knight vuole dare un taglio secco ai privilegi della politica ed eliminare le auto blu
Meglio sostituirle con vetture parlanti, più intelligenti del conducente, sempre e comunque schierate dalla parte del bene. 



Jessica Fletcher è una donna di cultura. Insegnante in pensione, scrittrice di gialli, simpatica, altruista e dal profondo senso di giustizia, ha una dote innata di cui non sembra capacitarsi: ovunque lei vada, si verifica un omicidio. Il successo della sua lista sembra scontato: solo lei può dimezzare il numero dei parlamentari senza fatica nel giro di qualche puntata. 


Avete a cuore la piaga della malasanità?
Vorreste rimediare ai disastri combinati da chi è passato prima di voi?
Lasciatevi curare da Derek Shepherd. Il Dottor Stranamore di Grey's Anatomy è un grande neurochirurgo e non esita ad eseguire operazioni pro bono su persone poco abbienti. 
Di opinione diversa il Dottor Christian Troy di Nip/Tuck: la politica ha bisogno di facce nuove, e lui ha le competenze per accontentare le richieste degli italiani.


Non ne potete più di dilettanti che vi prosciugano le tasche come un vampiro farebbe col vostro sangue? 
Ne avete le scatole piene di tutte queste tasse? Votate per Damon Salvatore, affascinante vampiro che interverrà sul cuneo fiscale e abbasserà le tasse per le famiglie, soprattutto per quelle complicate come la sua.



Sheldon Cooper rappresenta una scelta di campo: privilegiare alcune parti del territorio e una categoria ben precisa: i nerd, componente fondamentale della Lega Nerd. 
Parola d'ordine del movimento: BAZINGA!




Gli isolani di Lost vogliono permettere agli italiani all'estero di votare. 
Avete un amico in Erasmus arrabbiato perché la procedura per il voto all'estero è macchinosa e assurda? Un vostro cugino dal Canada si lamenta delle assurdità della burocrazia italiana? 
Date il vostro voto a Locke e compagni. 
Sarà un bellissimo esperimento democratico. 

Al termine di questa breve carrellata non poteva che esserci lui: Chuck Norris, il primo personaggio pubblico dopo Gesù Cristo a cui sono riconosciute gesta mirabolanti perché... perché lui è Chuck Norris. Punto. 
Visto che lui è colui che è, non sale in politica. 
Chuck non scende in campo. Solleva la terra. 
E voi lo voterete, vero? Immaginavo. ;)


Un ringraziamento particolare va alla pagina Telefilm Mania e agli autori dei manifesti elettorali: qui potrete trovare la carrellata completa e i nomi di chi li ha creati. 








sabato 8 dicembre 2012

LA TERRA DEI CACHI (more than ever)

I didn't write anything about the PD primary elections because everyone else did and, most of all, I knew I wouldn't have been objective as I always try to be. 
I thought Matteo Renzi was the best choice for Italy because he had a program and, surprise, surprise, you could read it. You were able to try to figure out what he would have done because it was all there, in black and white. 
I didn't agree with everything he said. Sometimes he was too imaginative and he often sounded too liberal for my tastes. At the same time, the other candidates weren't that effective explaining their idea of future Italy. They had wooly programs and someway they are part of the same establishment Italians claim they want to get rid of. 
Nevertheless, Renzi didn't win. This is democracy. 
The sixty-one year old leader of the Democratic Party in Italy, Pierluigi Bersani, is not as charismatic as his younger competitor, but he was considered more solid and reliable by PD voters. 
Will he be strong enough to face the new berlusconian waging against the rest of the Italian political scenario? Silvio Berlusconi is going to perform his best fight ever. He's going to give anything to lead Italy once again: tv, newspapers, every useful part of his economical empire is going to be dedicated to his cause.
We'll see. 
Meanwhile, Angelino Alfano is going to explain President Napolitano why Mario Monti failed and why he should leave. 
This is going to be a funny weekend. 
Get ready and stay tuned. 

giovedì 4 ottobre 2012

ITALY'S GOT GOVERNMENT (1)


Previously on "Italy's got government" 
Some years ago, the Italian politicians started telling the people that parliamentary majorities based on feeble coalitions were not fit to govern a country like theirs. What Italy needs, they said, is a steady system, with two prevailing parties competing to govern. 
From that moment on, they kept changing rules and confusing voters. 



Matteo Renzi, mayor of Florence and candidate for the 2012 primary elections of Italian Democratic Party, was in the USA just a month ago, at the Democratic National Convention in Charlotte, NC. I bet he would have never been invited if his party had kept his original name, Italian Communist Party. 
Obviously, the current Democratic Party has really little to do with his massive, monolithic ancestor, which was the greatest communist party of the Western world. The PD, this is how it's commonly called, has collected also many ex christian democrats, ex radicals, moderates, unsettled and whatsoever. There are more trends in the PD than on Paris catwalks. 
Only one thing hasn't changed over the years: the decision-making process is still in the hands of a small group of party notables. 
Pierluigi Bersani, Massimo D'Alema, Rosy Bindi, Walter Veltroni and others have spent a long time at the Parliament as representatives and they don't want to stop at all. They're professional politicians: many of them started as teenagers and never had another job. 
Renzi, on the other hand, has got a precise nickname, the wrecker, because he'd like to change his party from the very basis. He claims that politicians should be more like civil servants with defined programs, mandates and terms, quitting the roles of untouchable men of the establishment. 
Here the disputes come. Renzi is a liberal democrat, and perhaps his program sounds too liberal for the whole coalition itself, but it is the only one available on line so far. Indeed, no news as yet from his principal competitors, Bersani and Nichi Vendola. 
Leaving aside ideas and ideals, Renzi has got a communicative style that reminds people of Silvio Berlusconi. The former Italian prime minister has been the very first to use a contemporary and - why not? - American approach to electoral campaigns in his country. Renzi is on this path himself, but he doesn't own a multimedial corporation and, most of all, he is not as wealthy as Berlusconi. He's not one of the richest man in Europe, there's not conflict between his interest and nation's. For what we know, there aren't prostitutes, corruption or trials round the corner. Bersani speaks to people's commons sense; Vendola addresses straight to their brains. Renzi is different: he reconciles hope and dreams of a possible, better future, with practical purposes, likewise Berlusconi in 1994. 
Maybe Renzi will prove to be nothing more than a wrecker, but he could also be the opportunity for Italy to answer an old question: despite Berlusconi's disaster, could there be a liberal Italy? 





lunedì 7 maggio 2012

Libera università di Albadania


C'era una volta un paese in cui la parola laurea spesso si associava al concetto di mobilità sociale. Il sistema della pubblica istruzione di quel paese è poi andato in pezzi: la graduale massificazione dell'università italiana non è stata un bene. Si doveva tentare di mettere tutti nelle stesse condizioni di partenza, invece si sono livellati verso il basso i traguardi, con titoli sempre meno spendibili sul mercato del lavoro ed un cumulo di diplomi che al momento dei fatti si riduce ad un "lei è troppo qualificato/a". Chi è abbastanza fortunato e capace cerca l'esperienza all'estero, altri scappano e basta, alcuni si arrendono, altri ancora resistono.

Nonostante tutto, c'è ancora di nel "pezzo di carta" crede fermamente. Tra questi studenti, uno è salito alla ribalta negli ultimi anni grazie alle scarse capacità intellettuali e scolastiche, alle quali ha sempre accompagnato posizioni di prestigio ingiustificate.
Renzo Bossi, dopo aver inanellato tre bocciature all'esame di maturità, ha puntato tutto su un'istruzione internazionale. Alla UK, tanto da "convincere" il Senatur che stava studiando Economia in Inghilterra: peccato che UK stesse per Universitati Kristal, ateneo privato albanese che anche in patria è considerato un diplomificio. Il Trota si dimostra degno figlio di suo padre; diplomato per corrispondenza (forse) presso Scuola Radio Elettra, il Senatùr in gioventù ha dato ben tre feste per una laurea in medicina mai conseguita. Supponiamo che in un partito Bossi-centrico quest'ultimo fosse davvero all'oscuro degli affari loschi del figlio e da imbroglione sia diventato imbrogliato: non possiamo non comprendere il suo orgoglio. Il Trota avrebbe sostenuto 29 esami (VENTINOVE, meglio scriverlo grande e per esteso) e si sarebbe laureato in 14 mesi (QUATTORDICI), il tutto rigorosamente in lingua albanese. 
Un acquisto azzeccato, questa laurea: nessuno potrebbe mai insospettirsi, vero? 
Chi se ne importa se ha superato a fatica il liceo? Compriamogli una laurea, gli piace tanto.

Stiamo parlando degli stessi Bossi e della stessa Lega Nord che governavano fino all'altro ieri nonostante non abbiano nessun rispetto per il paese, le istituzioni e la bandiara; quelli che oggi giocano a fare l'opposizione dura e pura, come se non sapessimo chi ci ha accompagnati per mano sull'orlo del precipizio. 
Quelli che in tv iniziano ogni intervento con l'espressione "Noi della Lega...", quasi a dire "Noi siamo noi, e voi non siete un cazzo".
Quelli che si spacciavano come immuni alla corruzione e al nepotismo, un partito perfetto immaginario che ascolta sempre i militanti.
Quelli che credono nell'esistenza di uno stato-nazione di nome Padania.
Quelli contro Roma Ladrona, la banda dei più che onesti. 
Quelli che solo ai loro stessi occhi sono la kalokagathia della politica italiana: belli perché genuini e buoni perché mossi da "nobili" ideali. 
Quelli che nei videogame affondano le navi dei clandestini che vorrebbero vedere colare a picco anche nella realtà. La stessa Lega di Borghezio, che disinfetta i treni su cui salgono gli stranieri. La Lega dei fumetti di Capitan Padania, emulo scemo di Captain America, che salva il Senatùr dai terroristi islamici e dagli immigrati cattivi. 
Proprio loro sono andati ad acquistare una laurea in Albania: forse per sentirsi a casa l'avranno chiamata Albadania, chi lo sa? 
Gli studenti albanesi studiano, di sicuro più di Bossi, e protestano: il Trota quasi certamente non ha mai messo piede in Albania, ma se l'ha fatto ha preso una laurea da clandestino. Non è cittadino, non è residente, non risulta che abbia mai chiesto un permesso di soggiorno, come invece deve fare uno studente albanese per frequentare le nostre università. Al di là dell'Adriatico è stata aperta un'inchiesta.
L'attestato di laurea di Bossi Jr. era custodito in cassaforte dal tesoriere Francesco Belsito. Sarà costato una fortuna, meglio tenerlo al sicuro, in effetti. Si hanno dei dubbi anche sul diploma in ragioneria dello stesso Belsito. Se non fosse tutto vero, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate. 
Dopo questa sequela di eventi, come fa Bossi padre a gridare ancora al complotto antileghista? E' così bassa la stima che ha dei suoi elettori? Ma soprattutto, come può la famosa "base" leghista credergli? Cercare risposta nell'ignoranza da sempre attribuita agli elettori della Lega è sbagliato, riduttivo e controproducente. Dopo i fondi in Tanzania, la casa ristrutturata a sua insaputa, l'autista-bancomat, la laurea albanese, Bossi può ancora essere visto come credibile dalla "sua" gente? Semplicemente, non è possibile bersele tutte: in tal caso si andrebbe oltre il coraggio, oltre l'amore. Sarebbe fede, e Bossi non è Dio. 
Il test elettorale locale di cui oggi avremo i risultati ci dirà se, quanto e come il ciclo di scandali che coinvolge la Lega Nord ha avuto effetto sul voto e sull'elettorato, ma soprattutto potremo rispondere ad una domanda: i leghisti sono migliori di chi li ha guidati sinora? 

(Una piccolissima dedica alla mia amica Sonila, brillante studentessa, impegnata lavoratrice, onesta cittadina albanese che da anni vive in Italia: Renzo in confronto a te può solo rosicare.)

Pubblicato anche su you-ng.it